I 3 elementi dell’Innovation Intent: tutto inizia dal perché

15 Gen , 2026 - Strumenti,Innovation Management

I 3 elementi dell’Innovation Intent: tutto inizia dal perché

In un articolo precedente sul modello di Innovazione Sistematica è emerso un punto chiave: tutto parte dall’avere chiaro perché si vuole innovare.
Ma, in concreto, cosa significa?

L’innovazione può assumere molte forme: prodotto, servizio, processo, modello, metodo.
Ma esiste se e solo se sono presenti due elementi fondamentali: novità e valore.

  • Novità significa che deve differenziarsi da ciò che già esiste e risolve lo stesso bisogno.
  • Valore significa che deve essere utilizzata da qualcuno e produrre benefici misurabili, finanziari o meno.

Questo implica, ad esempio, che una buona idea, un’invenzione o un brevetto, se non trovano reale applicazione e non generano benefici per un utilizzatore, non possono essere considerati innovazione.

In altre parole, l’innovazione nasce all’intersezione tra una domanda (un problema o un’esigenza) e un’offerta (una soluzione).

Va inoltre considerato che l’innovazione può assumere forme molto diverse tra loro, in termini di rischio, orizzonte temporale e grado di cambiamento rispetto a un benchmark tecnologico, di business o organizzativo.
Queste diverse tipologie di innovazione possono coesistere all’interno della stessa organizzazione, in funzione dei diversi ambiti e obiettivi.

Il luogo in cui questi elementi si incontrano si chiama Innovation Intent. Esso esprime la ragione per cui l’azienda si impegna in attività di innovazione, e agisce da guida per stabilirne l’orientamento strategico, tattico e operativo.  

Per definire in modo operativo l’Innovation Intent — il perché — può essere utile partire da un semplice template, espresso come frase da completare.

La sua logica e la sua grammatica sono simili a quelle della Value Proposition o del Job-to-be-Done, ma viene utilizzata prima, quando è necessario definire il campo di applicazione dell’innovazione all’interno dell’azienda.

Voglio fare innovazione [di che tipo] di [che cosa] per [chi / quale problema].

I tre elementi della frase svolgono ruoli distinti:

  • [di che tipo] definisce il livello di rischio che l’organizzazione è disposta ad assumere e influenza obiettivi, aspettative e caratteristiche delle attività conseguenti (ad esempio: incrementale, radicale, disruptive, frugale…).
  • [su che cosa] delimita l’ambito di applicazione interno dell’innovazione (prodotto, servizio, processo, modello di business, organizzazione, ecosistema…).
  • [per chi / per quale problema] chiarisce il mercato o il contesto di riferimento: clienti, dipendenti, stakeholder, collettività, o specifici segmenti caratterizzati da determinati bisogni.

Questo esercizio, che naturalmente va poi approfondito e validato, aiuta a rendere espliciti lo scopo degli investimenti e il posizionamento che l’azienda intende costruire con l’innovazione, partendo da ipotesi su uno stato futuro desiderato.

È spesso il primo passo per passare da iniziative scollegate a una gestione più consapevole e strutturata dell’innovazione.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *